Le lampade fluorescenti![]() Questo tipo di lampade, chiamate comunemente (ma erroneamente) al neon, appartengono al gruppo delle sorgenti a scarica. L'emissione luminosa avviene infatti in seguito alla scarica elettrica all'interno di un bulbo di vetro contenente dei gas (in genere argon o neon). La definizione comune non è corretta perché di fatto la luce non viene emessa dal gas ionizzato, ma dal materiale fluorescente che riveste la superficie del bulbo. La lampada fluorescente è costituita da un tubo in vetro che può assumere diverse forme, da quella tubolare dei primi modelli a quella circolare, dalle più recenti sagomature al classico bulbo. Questo tubo, rivestito internamente da polveri di fosforo, contiene gas nobili e un piccolo quantitativo di mercurio liquido. Alle estremità si trovano i due elettrodi. La scarica elettrica, eccitando il mercurio, produce radiazioni ultraviolette che investono il materiale fluorescente di rivestimento, il quale, sollecitato a sua volta, emette la luce visibile. La qualità e la resa cromatica della luce emessa sono difficili da valutare complessivamente perché dipendono dalla composizione della miscela fluorescente. Gli apparecchi di recente concezione hanno molto migliorato gli standard qualitativi dei primi modelli e garantiscono buone prestazioni in termini di resa dei colori e tonalità della luce, sia calda che fredda. I vantaggi delle lampade fluorescenti sono concreti, soprattutto in termini economici. Queste sorgenti infatti abbinano un ciclo di vita piuttosto lungo (dalle 15 fino alle 20 mila ore di durata media) a una grande efficienza luminosa. Sono dunque apparecchi adatti a qualsiasi applicazione nei sistemi di illuminazione della casa, per il risparmio energetico che consentono e per la loro disponibilità anche in dimensioni compatte e con attacco tradizionale a vite. Lo sviluppo tecnologico e i nuovi dispositivi di alimentazione e innesco hanno inoltre permesso di eliminare molti dei limiti di cui risentiva in origine questo tipo di apparecchi. I moderni alimentatori elettronici hanno sensibilmente abbattuto i tempi di accensione e riaccensione e hanno eliminato il caratteristico ronzio dovuto alle vibrazioni del nucleo laminato del trasformatore così come l'altrettanto caratteristico effetto stroboscopico, tipici delle prime lampade a fluorescenza. Le sorgenti fluorescenti rappresentano oggi una soluzione estremamente versatile per l'illuminazione di interni, dalle ottime prestazioni e molto efficiente dal punto di vista energetico. Alcune precauzioni vanno comunque considerate. Pur avendo una vita media molto maggiore rispetto alle sorgenti a incandescenza, bisogna tenere presente che la loro durata è influenzata dal numero di accensioni e spegnimenti, processi che comportano un'usura degli elettrodi. Sempre per questo motivo, nel tempo, il flusso luminoso emesso può diminuire, anche se di poco. Infine, un'ultima cautela: per il loro contenuto di mercurio, dopo l'uso, vanno raccolte e smaltite in modo differenziato, come previsto dalla direttiva della Comunità Europea per il recupero dei materiali elettronici (direttiva RAEE), già recepita da molti paesi europei tra cui l'Italia (D.Lgs 151/2005). |