Le lampade agli ioduri metallici

In questa tipologia di sorgenti a scarica, l'emissione luminosa è prodotta dalla radiazione elettromagnetica di composti gassosi a cui sono aggiunti ioduri metallici o, in alcune varianti, vapori di altri elementi, come il sodio o il mercurio.

Nelle lampade agli ioduri metallici la temperatura di colore è piuttosto elevata, attorno ai 4.000 - 5.000 ° K, e la resa cromatica è ottima. Per la loro luce bianchissima, le dimensioni compatte e la capacità di generare flussi fortemente concentrati senza richiedere eccessive potenze, questi apparecchi sono particolarmente adatti all'illuminazione di ampi spazi, interni ed esterni.

Oltre che nei contesti abitativi, queste sorgenti sono impiegate in negozi o in altri spazi commerciali dove è importante avere una luce nitida, intensa, in grado di garantire un'eccellente valorizzazione dei colori e dove è fondamentale che gli apparecchi abbiano dimensioni contenute e siano perfettamente inseribili nell'arredamento.

Lampade agli ioduri metallici vengono comunemente impiegate inoltre nell'illuminazione di ambienti industriali, saloni, showroom e, nei sistemi per esterno, nell'illuminazione con proiettori di aree pubbliche e impianti sportivi.

I recenti miglioramenti tecnologici hanno permesso considerevoli progressi sia in termini di efficienza che di durata media, valutabile attorno alle 5.000 ore. I principali svantaggi sono riconducibili al complesso principio di funzionamento, per il quale la luce è prodotta dalle radiazione di miscele a loro volte sollecitate dai gas accessori. Questo comporta processi di accensione graduali, un tempo di riaccensione a caldo piuttosto lungo e sofisticati dispositivi di alimentazione e innesco.