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Eventi

Les Arts Décoratifs - before and after

Può la luce cambiare totalmente la percezione di un’opera d’arte?

Il museo Les Arts Décoratifs di Parigi nasce alla fine del 1800 dal volere di un gruppo di collezionisti con l’obiettivo di “mantenere viva l’attenzione sulla cultura delle arti, che cercano di rendere utile il bello”, sviluppando legami tra industria e cultura, design e produzione. Oggi il museo raccoglie circa 150.000 oggetti di svariate tipologie, materiali e tecniche.

Con la collaborazione del lighting designer Emmanuel Clair, abbiamo avuto il piacere di partecipare alla ristrutturazione illuminotecnica dell’ala medievale e rinascimentale del museo.  Una sfida resa particolarmente interessante dalla tipologia di opere presenti e dall’obiettivo molto specifico: aumentare la percezione del colore nelle opere.

L’impianto illuminotecnico precedente risaliva agli anni'70 ed era composto principalmente da sorgenti alogene. Il nostro intervento si è basato sulla sostituzione dei corpi lampada obsoleti con nuove soluzioni a LED, portando come primo beneficio un notevole risparmio energetico. Solo nella Galerie des Retables, sono stati utilizzati 29 proiettori da 18W l’uno contro i precedenti 60 da 100W.

Tutti i prodotti installati sono dotati di particolari diodi ultra HD sviluppati in collaborazione con CREE. Questi diodi sono caratterizzati da un alto indice di resa cromatica, di fondamentale importanza per assicurare la totalità della gamma cromatica.

Un cambiamento visibile e significativo, come si può notare da un rapido confronto tra le immagini di alcune opere prima e dopo il nostro intervento.

    Oltre a valorizzare i colori di alcune opere, la luce ha avuto anche un risvolto spirituale. Basti vedere il polittico “La Vergine e il bambino” della Galerie des Retables: qui la luce si trasforma in un’aurea che enfatizza la finitura dorata, mette in risalto i piccoli oggetti nelle mani dei personaggi e le trame dei loro abiti, aspetti che con la precedente illuminazione passavano inosservati.

    Si tratta di un’illuminazione che non ha come unico obiettivo quello di mettere in luce l’opera, di dare ai visitatori la possibilità di guardarla, ma rappresenta un valore aggiunto.

    La luce quindi diventa veicolo spirituale e si pone al visitatore come un interlocutore ridonando all’opera il significato originale, quello per cui l’opera era stata pensata dall’artista.

     

    Intervista a Emmanuel Clair di Light Cibles, lighting designer del progetto.

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