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Architettura del paesaggio e prodotti custom: intervista all'architetto Gianni Rigo.

Interviste

31 maggio 2016

Architettura del paesaggio e prodotti custom: intervista all'architetto Gianni Rigo.

Dirigo rappresenta un nuovo concetto di luce per l’interpretazione degli spazi esterni. Linea Light Group ha intervistato Gianni Rigo, architetto che ha sviluppato il nuovo profilo modulare segnapercorso.

Un sottile gioco di piani contrapposti da vita ad un’emissione lineare definita e bilanciata, perfetta per l’illuminazione i percorsi: Dirigo rappresenta un nuovo concetto di luce per l’interpretazione degli spazi esterni. Linea Light Group ha intervistato Gianni Rigo, architetto che ha sviluppato il nuovo profilo modulare segnapercorso.

Che tipologia di progetti si trova ad affrontare un architetto del paesaggio?

La progettazione paesaggistica non è il nostro core business, anche se sempre più spesso, sentiamo la necessità di completare e integrare la progettazione architettonica con il verde e il disegno del paesaggio allo scopo, di volta in volta, di mitigare l’impatto dell’intervento o per riuscire a dare una nuova connotazione al contesto esterno circostante, se manca di proprie caratteristiche peculiari. I progetti sono perciò declinati in base alle esigenze e soprattutto alla dimensione del progetto.

Chi sono i suoi committenti e che tipo di esigenze hanno oggi?

La nostra committenza è soprattutto privata, molto variegata e non sempre sensibile alle problematiche del verde e sul fatto che gli spazi esterni meritino la stessa cura di quelli interni, da certi punti di vista ancora maggiore perché sono sempre esposti. Il nostro ruolo di architetti è anche questo: sensibilizzare rispetto queste problematiche. La clientela, quella più sensibile, richiede un verde che non sia quello convenzionale, desidera un progetto di spazi esterni originale che permetta di contenere anche i costi di manutenzione.

Gallery LLG Dirigo

Che ruolo ha la luce in un contesto come quello urbano?

Nel verde come nell’architettura la luce, come spesso si dice, è materia di progettazione. Di sicuro lo è sempre stata per noi;serve per valorizzare, per definire nuovi e inaspettati scenari, per dare sicurezza, per correggere, per commentare forme e percorsi, per suggerire. Le fonti luminose sono eterogenee: luci d’accento, diffuse, riflesse, nascoste tra la piantumazione.

Qual è il suo approccio alla luce? In che direzione si sviluppa la sua ricerca?

Da sempre ho questa passione, il nostro studio si occupa di illuminotecnica da quando l’ho fondato. Per essere convincenti quando si propone un nuovo progetto illuminotecnico, bisogna conoscere quello che propone il mercato, ma allo stesso tempo essere critici e innovativi, cogliere eventuali mancanze e naturalmente tentare di colmarle. In buona sostanza si dovrebbe cercare di essere i “primi”. Attualmente ci piace sfruttare le straordinarie possibilità che offrono le tecnologie a LED di ultima generazione.

Per specifici progetti, spesso si ricorre a soluzioni custom. Necessità o desiderio di realizzare qualcosa di nuovo e più performante?

Entrambe! Esigenze specifiche di progetto e volontà di rispondere a queste con qualcosa che nasca per lo scopo. Il “su misura” ha un significato speciale perché dimostra la sensibilità del progettista nel trovare una soluzione e, ancora prima, di rilevare un’esigenza. Quando poi il custom ha in sé le prerogative per essere declinato o riprodotto in larga scala, perché si è trovata una forma convincente e una risposta alle richieste di molti, allora si è fatto centro.

Dirigo è un prodotto custom, nato appunto da una sua esigenza. Ci racconta com’è nato?

È stato un processo molto scarno, nel senso che abbiamo pensato all’effetto che desideravamo e a come ottenerlo utilizzando meno materiale possibile. Ovvio che si partiva da alcuni presupposti imprescindibili (la resistenza, la sicurezza, l’affidabilità, la resa luminosa..). Avevamo la necessità di accompagnare con una luce diffusa e continua sia viali sia percorsi carrai e pedonali. È una innovativa alternativa alle solite luci puntuali che spesso creano zona d’ombra e abbagliamenti, penalizzanti dal punto di vista del confort visivo. Nel 2010 avevamo verificato un’applicazione lunga ma rettilinea, ottenendo ottimi riscontri. Dopo una gestazione di anni, solo l’anno scorso, in occasione della progettazione del verde pubblico all’interno di una lottizzazione di media dimensione, sono stati realizzati su misura 75m di un profilo molto simile a DIRIGO che, si può dire, sia stata la sua versione alfa. In questo caso si sono utilizzati LED RGB che consentono, per pochi minuti dopo il tramonto, di illuminare con luce rossa i viali del parco, ottenendo un forte impatto emozionale e, se vogliamo, pubblicitario. Il nome della lottizzazione è, infatti, “Rosso di sera”.

Dall’emissione luminosa alla scelta del materiale: come è avvenuto il processo creativo per Dirigo?

Ovviamente DIRIGO doveva diventare un prodotto industriale, finora avevo realizzato soltanto applicazioni artigianali. Allo scopo si è sviluppata un’importante – e già collaudata - sinergia con lo staff tecnico di Linea Light Group, incontro dopo incontro si sono risolte le criticità trovando soluzioni che hanno reso ancora più performante e unico questo progetto.

Gallery LLG Dirigo2

Il team di Studio Rigo – Carlotta, Gianni e Andrea Rigo

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