Padiglione del Lussemburgo - Luci architetturali
L'architettura di un terreno comune
Biennale di Architettura, Venezia

Prodotti
Applicazione
Indoor
Posizione
Biennale di Architettura, Venezia
Organiser
LUCA Luxembourg Center for Architecture
Curators
Master in Architecture - University of Luxembourg , Florian Hertweck / LUCA Luxembourg Center for Architecture, Andrea Rumpf
Co-Curators
Philippe Natan
Visual identity
Thomas Mayfried & Swantje Grundler
Commissioner
Ministero della cultura
Photo
Diego Fava - Studio Pointer
Padiglione del Lussemburgo - Luci architetturali
Luci architetturali come forme di progetto politico
Uno spazio espositivo unico, l’Arsenale, per un contributo meta-specifico da parte della giovane Université du Luxembourg. Un’indagine sociale sulla privatizzazione dei terreni pubblici, rappresentata in modo fisico tramite una verticalizzazione della proposta architettonica. Nuovi edifici stagliati su skyline sospesi a dimostrare una dialettica di libertà. Libertà anche metaforica da logiche di mercato schiaccianti e soffocanti, dove la riappropriazione del suolo comune è la dimensione necessaria all’umana sostenibilità. Quelle proposte sono 13 opere, o per meglio dire modelli, atte a rappresentare un possibile futuro etico dell’architettura, valorizzato dall'uso sapiente di luci architetturali.
Lussemburgo di spazio pubblico e luci architetturali
Il progetto illuminotecnico accarezza il padiglione in tre diverse aree: corridoio, barchessa e installazioni. Il primo, ‘fil blanc’ rappresentante il suolo pubblico lussemburghese, è delimitato da una camminata led strip profilata di RIBBON PLUS HIFLUX in DALI ed enfatizzata da coni di luce che, sovrapposti, accompagnano il visitatore nella definizione, in negativo, dello spazio ‘privato’. Quest’ultimo, ospitante le opere, si manifesta come uno spazio-non spazio. Ogni idea di edificio vive a se stante, grazie a una luce puntuale donata da molteplici IRIS-T, avanzate luci architetturali gestite sempre in DALI, con ottica e luminanza personalizzate in base al costrutto architettonico. Un accorgimento necessario, in quanto la particolarità di questa installazione sta nell’identificazione dello spazio stesso come protagonista del dialogo. Demarcare e enfatizzare i volumi, e di conseguenza il concetto di cui si fanno portatori, è stato possibile solo con una customizzazione del prodotto. Terzo e ultimo spazio, il padiglione stesso. Una gestione funzionale e diversificata per la barchessa tramite specifiche luci architetturali, per donarle luce armonica calibrata a effetto indiretto di intensità, ripartita al 10% sui lati e al 50% nella parte centrale.










